OnlusNews #44 - 5 aprile 2005
(OnlusNews è realizzata da www.nonprofit.viainternet.ORG)
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1) Venezia: in seimila vivono di no profit
2) Via libera alla riforma della 266
3) Nuove norme in materia di adozione internazionale
4) Finalmente in vigore la +dai-versi
5) Emilia Romagna, approvata la nuova legge regionale del volontariato
6) Le imprese etiche fanno più profitti
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Venezia: in seimila vivono di no profit
(21 marzo 2005) Molto meglio della chimica. Così si posiziona il settore del no profit nella città lagunare e nel suo territorio dove oltre seimila persone hanno trovato lavoro per conto di associazioni e di altre strutture che si occupano di volontariato e assistenza. E' questo il buon risultato che emerge dalla ricerca "Struttura e Strategia dell'economia sociale: il caso del territorio veneziano". La ricerca è stata voluta dall'assessorato alle Politiche sociali, dalla Direzione centrale e l'Osservatorio Politiche di Welfare ed è stata presentata lunedì 21 marzo al Centro Papa Luciani di via Querini a Mestre. Il no profit veneziano genera utile, e lo reinveste e di no profit si può anche vivere, specialmente a Venezia città - ci dicono i dati- dove la media di occupati del settore è pari al 3,2% del totale (contro una media regionale del 2,7%). L'identikit della cosiddetta "economia solidale" veneziana vede, secondo la ricerca realizzata dal prof. Fabrizio Panozzo e dal prof. Enrico Memo di Ca' Foscari, riserva un'importanza predominante nel settore dell'assistenza agli anziani, anche se le aree di impiego risultano comunque diversificate. Nelle collaborazioni, comprese quelle volontarie, svetta soprattutto la componente femminile, con un'età media di circa 50 anni; i collaboratori retribuiti, invece, superano il numero dei volontari, e hanno soprattutto tra i trenta e i quaranta anni. Un dato che dimostra quanto anche per il terzo settore sia divenuta importante la componente professionalizzante. Per più info: http://www.gvonline.it/leggi_id.php?id=1098
Via libera alla riforma della 266
(18 marzo 2005) Dopo la modifica dell'articolo 15 il consiglio dei ministri ha approvato oggi un ulteriore aggiornamento della Legge 266/91 che regola le attività delle associazioni di volontariato. Fra le novità maggiormente rilevanti della riforma si segnala la modifica della natura stessa dello strumento normativo: non più una legge quadro, 'perché - ha spiegato il sottosegretario al Welfare Maria Grazia Sestini - il Governo non vuole disciplinare il volontariato, ma il rapporto fra le organizzazioni di volontariato e il sistema degli Enti pubblici'. In secondo luogo la Legge è stata modificata in vista del nuovo assetto costituzionale con l'eliminazione di tutti gli aspetti che nella vecchia legge entravano in conflitto con il nuovo sistema costituzionale e con le attribuzioni di regioni, province e comuni. Lo status di organizzazioni di volontariato viene esteso anche agli Enti di coordinamento e alle associazioni di associazioni, con il riconoscimento del valore delle articolazioni territoriali, particolarmente importante per le associazioni più grandi. Viene allargata la gamma dei possibili finanziatori rendendo possibili anche i contributi dell'Unione Europea, delle Regioni ed Enti Locali, oltre ai proventi derivanti dai patrimoni delle associazioni stesse e ogni altra entrata finalizzata al raggiungimento degli scopi statutari. Cambia la composizione dell'Osservatorio nazionale sul volontariato dove raddoppia il numero (da 10 a 20) dei rappresentanti delle associazioni. Infine la nuova legge estende il diritto ai permessi non retribuiti, così come previsti dai contratti collettivi, anche ai membri degli organi di direzione delle organizzazioni di volontariato a carattere nazionale. Il consiglio dei ministri del 18 marzo.
http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=24868
Nuove norme in materia di adozione internazionale
(18 marzo 2005) Il Consiglio dei Ministri del 18 marzo 2005 ha approvato un disegno di legge che modifica ed integra alcuni peculiari aspetti della disciplina vigente in materia di adozioni internazionali. L'obiettivo è quello di semplificare la procedura (sia in Italia che all'estero) e renderla più trasparente. Il disegno di legge interviene sulla fase dell'accertamento dell'idoneità degli aspiranti genitori adottivi da parte del Tribunale per i minorenni, attualmente eccessivamente lunga e complessa. Non spetterà più ai servizi sociali valutare gli aspiranti genitori adottivi ma, a farlo, sarà il giudice del tribunale per i minorenni riducendo in tal modo i tempi per l'iter adottivo. Per espletare questo iter, il tribunale avrà tempo 60 giorni, mentre oggi una coppia che vuole adottare un bambino straniero riesce a completare questa procedura amministrativa mediamente in due anni. Il disegno di legge, inoltre, prevede che i servizi sociali intervengano solo al momento dell'arrivo del bambino in Italia. Coerentemente all'indirizzo espresso nella Convenzione dell'Aja, infine, il disegno di legge disciplina anche il delicato istituto dell'affidamento temporaneo internazionale conferendo adeguata tutela nell'ordinamento a tutti gli interessi coinvolti. Il testo del disegno di legge: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/adozioni_internazionali/index.html
Finalmente in vigore la +dai-versi
(17 marzo 2005) E' entrata in vigore da oggi la nuova regolamentazione sulla deducibilità fiscale delle erogazioni liberali alle Onlus. La legge consente a privati e aziende di dedurre le donazioni a favore di Onlus e associazioni di promozione sociale nella misura del 10% del reddito imponibile e fino a un tetto di 70 mila euro l'anno. La decisione assunta l'11 marzo scorso dal Governo all'interno del decreto sulla competitività può cambiare il ruolo del settore non profit in Italia, allineandone il peso economico e sociale a quello degli altri Paesi occidentali. Per tutti gli approfondimenti: http://www.cesvi.org/+dai-versi
Emilia Romagna, approvata la nuova legge regionale del volontariato
(14 marzo 2005) Il volontariato dell’Emilia Romagna ha una nuova normativa. E’ stata approvata dal Consiglio regionale la legge sul volontariato (L.R. n. 12 del 2005, che abroga la precedente L.R. n. 37 del 1996). La norma, che disciplina i rapporti fra le istituzioni pubbliche e le organizzazioni, individua il ruolo del volontariato nel nuovo sistema integrato dei servizi come espressione della capacità di auto organizzazione della società civile. Inoltre, la legge introduce nuove e più mirate forme di sostegno alle organizzazioni di volontariato per favorirne la partecipazione alla gestione di servizi ordinati alle programmazioni territoriali. L’iscrizione nei registri, o regionale o provinciali, rimane la condizione necessaria per poter usufruire dei benefici previsti dalla legge n. 266 del 1991 e dalla legge regionale. Il controllo diretto sulle attività delle organizzazioni di volontariato iscritte, effettuato da Regione e Province che ne stabiliranno i criteri, dovrà in particolare verificare la trasparenza di bilancio, la democrazia di gestione, il radicamento territoriale e le modalità con cui usufruiscono delle forme di sostegno e di valorizzazione. La legge regolamenta poi l’accesso alle strutture e ai servizi pubblici o privati convenzionati, il diritto di partecipazione e di informazione, la formazione, l’aggiornamento e la qualificazione, i criteri di priorità per le convenzioni da stipulare tra organizzazioni ed istituzioni pubbliche, le attività dei Centri di servizio per il volontariato. Vengono inoltre istituiti l’Osservatorio regionale del volontariato e i Comitati paritetici provinciali. La legge quadro sul volontariato della regione Emilia Romagna: http://www.emiliaromagnasociale.it/wcm/emiliaromagnasociale/home/volontariato/normativa/leggequadro.htm
Le imprese etiche fanno più profitti
(9 marzo 2005) A dirlo è una ricerca internazionale nel corso della quale sono stati interpellati i top manager di 365 grandi aziende in tutto in mondo. Tra le grandi imprese quotate in Borsa, le più redditizie sono anche le più attente ai principi etici. Lo sostiene una ricerca condotta dall'Aspen Institute e dalla società di consulenza americana Booz Allen Hamilton. Sono state prese in considerazione, in ciascun settore industriale, le imprese eccellenti, che cioè danno risultati di bilancio migliori della media di settore. In questo gruppo, il 98% ha inserito nelle priorità aziendali valori quali la responsabilità verso i dipendenti e la lealtà verso i clienti. Nelle altre imprese dello stesso settore, la percentuale scende all'88%. La maggioranza (60%) delle imprese eccellenti, poi, rileva al proprio interno una crescita dello spirito d'iniziativa e dell'innovatività del personale, contro il 30% delle altre. Tuttavia la grande maggioranza delle imprese non riesce a misurare in maniera precisa il rapporto tra valori etici e performance economica. Leggi la ricerca: http://canali.libero.it/affaritaliani/upload/AS/ASPENRICERCA.pdf.
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